Destinazione TFR

“Destinazione paradiso” cantava Gianluca Grignani qualche decennio fa, la pensione per tutti i lavoratori rappresenta il paradiso ma arrivarci appunto a destinazione può costituire un tragitto lungo e pieno di difficoltà.

Comunque una volta terminato il percorso lavorativo oltre ad avere la pensione vera e propria c’era quella che un tempo veniva chiamata buonuscita e che nel linguaggio un pò più tecnico si chiama TFR ovviamente Trattamento di Fine Rapporto o liquidazione: in poche parole è quella indennità che spetta al datore di lavoro alla cessazione del servizio per qualsiasi causa, che viene finanziata attraverso un accantonamento annuo pari circa il 7% della retribuzione percepita. Dal 2007 questi accantonamenti non devono più rimanere all’interno dell’azienda dove presta servizio il lavoratore ma dove devono essere destinati a particolari fondi, la scelta di questi fondi non sempre è demandata al lavoratore, ma andiamo con ordine

I fondi in questione si chiamano fondi pensione che costituiscono una sorta di secondo pilastro della prestazione pensionistica il cui primo pilastro è dato da quella “statale” in base ai contributi INPS versati e il terzo da piani di accumulo. I fondi pensione si dividono principalmente in quattro categorie

  • Fondi Pensione Negoziali
  • Fondi Pensione Aperti
  • Piani Individuali Pensionistici di tipo assicurativi

I fondi pensione sia negoziali che aperti sono a contribuzione definita (cioè si sa quanto i lavoratori dovranno accumulare ) mentre non è definita la prestazione finale

E’ bene sapere che se il lavoratore non ha deciso dove destinare il TFR in maniera quasi automatica gli accantonamenti andranno ai fondi pensione negoziali o di categoria e la contribuzione sarà a carico del datore di lavoro, il lavoratore può scegliere un’altra strada ma in quel caso sarà il lavoratore stesso che avrà l’onere del versamento dei conferimenti 

Ma cosa sono i fondi pensione  negoziali e come funzionano?

CHI PUO’ ADERIRE? 

Essi sono destinati a specifiche categorie di lavoratori:

  • dipendenti privati che appartengono alla stessa categoria contrattuale, alla stessa impresa o gruppo di imprese, allo stesso territorio;
  • dipendenti pubblici che appartengono aspecifici comparti di contrattazione;
  • soci lavoratori di cooperative;
  • autonomi e liberi professionisti anche organizzati per aree professionali e territoriali

Trascorsi due anni dall’adesione, l’iscritto può chiedere il trasferimento della posizione maturata presso un’altra forma pensionistica complementare senza sostenere oneri,

COMPARTI DI INVESTIMENTO 

Ogni iscritto può decidere il comparto di investimento in modo da confrontare i rendimenti, infatti per vedere se è redditizio un investimento non bisogna confrontare solo il rendimento ma bisogna anche vedere la volatilità ovvero il rischio. I comparti sono:

  • azionari (investono solo o principalmente in azioni);
  • bilanciati (che in linea di massima investono in azioni e in obbligazioni nella stessa percentuale);
  • obbligazionari (che investono solo o principalmente in obbligazioni);
  • garantiti (che offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi, ad esempio, al momento del pensionamento). (investono solo o principalmente in azioni);
  • bilanciati (che in linea di massima investono in azioni e in obbligazioni nella stessa percentuale);
  • obbligazionari (che investono solo o principalmente in obbligazioni);
  • garantiti (che offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi, ad esempio, al momento del pensionamento).

Quindi ad esempio se un fondo garantito fa il 5% ed uno azionario fa anche lui il 5%  il “migliore investimento” è quello garantito perché raggiunge lo stesso risultato ma con un rischio inferiore. Il rendimento è da intendersi rendimento al netto dei costi.

Ovviamente per decidere quale sia il fondo migliore è bene farsi fare da un consulente indipendente quella che si chiama la profilatura del rischio per capire quale sia il fondo più adatto

TRASPARENZA 

I fondi pensione negoziali hanno un regime di trasparenza in fase di comunicazione agli iscritti per conoscere la posizione di ogni iscritto

Le prestazioni sono garantite solo al momento della pensione e può essere data sia in forma di capitale che in forma di rendita vitalizia a patto che l’importo sia superiore all’assegno sociale, e lo vuole in forma di capitale lo può prendere solo per il 50%.

Riscatto parziale

Il riscatto parziale è previsto nella misura del 50% della posizione individuale maturata, nei casi di:

  • cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazioneper un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
  • ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria.

Riscatto totale

Il riscatto totale della posizione individuale maturata è previsto per:

  • invalidità permanente che comporta la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo
  • cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi.

Il riscatto non può essere esercitato nei 5 anni precedenti la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche complementari.

TRATTAZIONE FISCALE 

Durante la fase di accumulo è possibile dedurre dal reddito complessivo annuo i contributi versati al fondo pensione fino al limite di 5.164,57 euro.

VIGILANZA 

Tutti i Fondi pensione negoziali sono iscritti all’Albo dei fondi pensione e sono vigilati dalla COVIP.

 

Ecco quello che c’è da sapere sui fondi pensione negoziali che sono quelli che di default per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, questo non vuol dire che i lavoratori sono obbligati a scegliere questo tipo di investimento, nei prossimi articoli faremo un’analisi degli altri tipi di investimento di stampo pensionistico.

L’importante è che ogni lavoratore si costruisca il secondo pilastro e che non si affidi solo ai contributi INPS versati

 

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[…] 3- Importantissimo sapere come viene destinato il proprio TFR, per saperne di più leggere l’articolo su questo sito in questione […]

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