obiettivo INVESTIMENTO

Lo Spread fa aumentare la rata dei mutui?

Lo spread (per quei pochi che non lo sapessero) è il differenziale di rendimento tra i BTP a 10 anni italiani e quelli di uguale durata tedeschi. Se la differenza è 300 per esempio la differenza di rendimento può arrivare a 3 punti base il che significa che lo Stato Italiano è costretto a pagare maggiori interessi e di conseguenza è maggiormente indebitato. Ovviamente parliamo dei BTP a tasso variabile.

Si fa un gran parlare in questi giorni di come l’aumento dello spread faccia aumentare la rata dei mutui. Anche in questo caso parliamo di mutui a tasso variabile perchè i mutui a tasso fisso non risentono delle variazioni di mercato ( ecco perchè all’inizio i mutui a tasso fisso convengono di meno rispetto a quelli variabili, ma di quest’aspetto ne parleremo in un prossimo articolo), però non tutti sanno che i mutui a tasso variabile hanno come riferimento il tasso EURIBOR: in poche parole è il tasso con il quale le banche si scambiano denaro, una sorta di fiducia reciproca delle banche o istituti di credito. In un periodo come questo in cui la Banca Centrale Europea (BCE) da anni sta immettendo sul mercato liquidità, il fatto che ci sia molta liquidità spinge questo tasso ad essere addirittura negativo, anche se vicino lo zero. Quindi per i mutui già in essere non c’è alcuna correlazione tra l’aumento dello spread e l’aumento della rata del mutuo a tasso variabile, questo nell’immediato, tutto dipende da cosa fa la BCE perchè è lei che cambia il tasso Euribor con l’immissione o la stretta di liquidità.

Il problema, o meglio la correlazione esiste nel momento in cui nascono nuovi mutui, perchè l’aumento del differenziale potrebbe rendere più oneroso per le banche la raccolta del denaro, soprattutto se è la stessa banca ad acquistare i titoli di Stato che essendo più “insicuri” porterebbe ad un appesantimento dei bilanci e pertanto il tasso sui mutui dovrà essere per forza più elevato

Abbiamo cercato di spiegare in maniera molto facile, ma non approssimativa, qualche dinamica che si può scatenare con l’aumento con lo spread, questo avviene in condizioni normali tralasciando tutte le dinamiche di marketing che qualsiasi istituto di credito potrebbe perseguire

Buoni Fruttiferi(?) Postali

In quest’articolo esamineremo il prodotto dei buoni fruttiferi postali che a quanto pare stanno tornando in voga.

Quest’articolo fa parte della categoria degli investimenti, anche se forse non è propriamente così: infatti quando un soggetto decide di investire decide di RISCHIARE una somma per avere un rendimento maggiore rispetto a quello che si può avere se quella somma la si investisse in un prodotto zero rischi come ad esempio i titoli di Stato.

Nel caso dei buoni fruttiferi postali più che investimento siamo di fronte a una tutela del risparmio, cioè si vuole togliere dal conto corrente una cifra per farla maturare senza correre grossi rischi ed avendola contemporaneamente sempre disponibile. E’ questo in sostanza il vantaggio di un BFP (Buono Fruttifero Postale) difatti esso ha dei rendimenti sicuri, ed in quanto sicuri sono bassi ed è molto difficile che superi quella soglia.

In fatto di sicurezza si può stare sicuri per l’appunto, infatti sono garantiti dalla Cassa Depositi e Presiti e garantiti dallo Stato Italiano (il che non rappresenta una sicurezza 100% ma al momento si può dire che lo Stato Italiano è solvibile). Inoltre questi strumenti godono di una fiscalità agevolata

In questo sito analizzeremo questo tipo di prodotti con l’ottica che non esistono prodotti buoni o cattivi, ma semplicemente prodotti idonei a determinati obiettivi. In questo caso la funzione dei BFP non è sicuramente quella pensionistica, in quanto l’accumulo deve essere vincolato nel tempo per far sì che i rendimenti possano essere alti e che si maturano nel tempo. Non è neanche quella di investimento puro come abbiamo visto all’inizio di questo articolo, anche perchè la maturazione degli interessi tocca il 5% solo con l’avvento al ventesimo anno. La vera funzione è appunto quella di tutela di un risparmio, risparmio che può avvenire nel caso di minori dai regali si ricevono alla Comunione o Cresima, oppure da una vecchia “libretta” postale della nonna, insomma al posto di lasciare in banca una somma che non può far altro che marcire si può destinare a un BFP che può rappresentare un comodo parcheggio nel momento in cui questa somma dovesse essere decisiva per poter realizzare un qualche sogno nel cassetto, quindi in definitiva è bene mettere piccole cifre, sempre nell’ottica di lasciarle maturare nel tempo, l’importante è che si abbia la consapevolezza di non avere grossi rendimenti

Per altre info sui BFP ecco il link ufficiale