educazione finanziaria

Piccoli Trucchi per investire bene in Borsa

Partiamo subito con un concetto base dell’educazione finanziaria: si investe in Borsa se, per dirla in parole povere, SI HANNO SOLDI DA BUTTARE

Infatti il denaro, o meglio il risparmio per gestirlo al meglio deve soddisfare prima la propria salute (magari con prodotti assicurativi sulla propria persona) poi la pensione (o comunque quel periodo in cui non potremmo, o non vorremo, lavorare) e poi si può pensare a toglierci qualche soddisfazione.

Prima regola riguarda il FAI DA TE. L’era del fai da te dove uno investiva e disinvestiva denaro chiamando semplicemente la banca E’ FINITA. Oggi si investe tramite piattaforme (la più famosa è Bloomberg, oppure Plus500) e qui possiamo dare la seconda regola: CERCARE DI CAPIRE QUALE SIA LA PROPRIA PROPENSIONE AL RISCHIO. Propensione che viene calcolata in percentuale che si può permettersi di perdere sul capitale investito. Infatti queste piattaforme permettono attraverso algoritmi quali siano i migliori comparti in cui piazzare il risparmio in base alla propensione al rischio. Se la propensione è bassa, per esempio, la piattaforma investirà su titoli di Stato, prevalentemente.

La parola “prevalentemente” ci porta alla terza regola: DIFFERENZIARE. Per questo intervengono quelli che sono i fondi comuni di investimento o SICAV, nei prossimi articoli cercheremo meglio di capire meglio queste differenze. Comunque la differenziazione è una regola cardine, che dipende sempre dalla propria propensione al rischio

Un’ultima regola, almeno quelle basilari, poi per i trucchetti ne parleremo nei prossimi articoli, è il TEMPO. Mettetevi l’anima in pace: il mercato borsistico è lo strumento più redditizio per i propri risparmi, ma ad una condizione: che quel capitale investito abbia il tempo per dare i suoi frutti. Seguendo sempre la differenziazione, quel capitale attraverso le piattaforme nel tempo può cambiare comparto (es. da titoli tecnologici a immobiliari) e quindi sopperire a periodi di stress. Dall’inizio del secolo scorso si è notato come la Borsa abbia avuto picchi positivi ed improvvise impiccate, ma il trend è sempre stato in aumento, se volete speculare è un conto, ma se si vuole essere educati finanziariamente bisogna dare un tempo di almeno dieci anni affinchè quel capitale investivo abbia i propri frutti

Occhio alle assicurazioni sui mutui sulla casa

Fin dal primo articolo su questo sito/blog abbiamo detto che la salute è il bene più importante da tutelare, se non si è in salute non si lavora e se non si lavora non si fanno soldi..

Però si sa che nella vita siamo artefici del nostro destino fino  a questo punto, ed è bene fare delle scelte ponderate soprattutto nel momento in cui bisogna proteggere i propri affetti.

Nel momento in cui si decide di mettere su famiglia il primo pensiero di marito moglie e dei partner è quello della casa. Si sanno quali siano le difficoltà nell’ottenere un mutuo che quando lo si ottiene si chiudono gli occhi su tanti aspetti che sembrano marginali ma che a lungo andare possono costituire un’emorragia di denaro non indifferente

In questo caso parliamo dell’assicurazione che l’istituto di credito fa sottoscrivere al titolare del mutuo. Partiamo dal presupposto che assicurare la propria salute per poi poter permettere alla propria famiglia di preservare il bene più prezioso è cosa buona e giusta ed è bene che lo facciano entrambi i partner

Però bisogna stare attenti su un aspetto e vi chiederei di seguirmi nel ragionamento attraverso un esempio pratico:

Importo del mutuo: 100.000 euro

L’istituto di credito fa firmare (quasi a forza) una polizza assicurativa, e fin qui tutto bene, è giusto che sia obbligatorio, e mettiamo il caso che 180 euro l’anno

Questo premio viene pagato perchè l’importo è più che il bene è l’importo del mutuo, nel caso di specie che avviene quasi sempre, se dovesse accadere qualcosa al titolare del mutuo grazie a questa assicurazione il mutuo viene risolto e quindi gli altri componenti della famiglia (o i beneficiari ) hanno salvo il bene

Accade però che nel corso degli anni il mutuo viene regolarmente pagato, quindi l’importo del bene assicurato (il mutuo in questo caso ) diminuisca, però il titolare continui a pagare sempre quelle 180 euro, ED E’ QUI CHE SI VERIFICA LA PERDITA, una perdita che nel corso degli anni del mutuo può trasformarsi in voraggine

COSA FARE?

Partiamo col fatto che si può sottoscrivere polizze assicurative che sono slegate dal mutuo, però è scomodo e controproducente sottoscrivere polizze diverse man mano che il valore del mutuo diminuisce, allora è bene sottoscrivere delle polizze che sono slegate dal mutuo che abbiano un massimale almeno pari al valore del mutuo, perchè mettiamo il caso che dopo 10 anni il titolare del mutuo non possa più pagarlo nel momento in cui interviene l’assicurazione non solo si ha l’opportunità di pagare quello che rimane da pagare ma di avere anche un gruzzoletto che in quei casi lì rappresenta una manna dal cielo

Quindi il consiglio è quello di “assicurare” il mutuo attraverso una polizza che salvaguardi la propria capacità lavorativa, ovviamente è bene rivolgersi ad intermediari assicurativi indipendenti in modo da “farsi cucire su misura” il proprio abito assicurativo ideale